....E DEL CUL FECE TROMBETTA.....il primo che mi manda una e-mail con il titolo del libro da cui è tratto questo passaggio vince uno splendido premio. Dai cori, cori, cori
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Quando nella notte oscura della sua camera la dolce Michel da Visnadel ripensa alla sua giornata, tanti pensieri la assillano e per non dimenticarseli (visto la sua limitata memoria dovuta ai pochi Mb inseriti nel cervello) se li scrive in un piccolo diario che ora è finalmente alla portata di tutti e GiveUp ne ha l'esclusiva.
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15-05-2003

....nessun segreto, nessun segreto tra noi

 

...."Mascalsoni deinquentiiiii........vegné quà che ve impapine a boca. Desgrassiai cossa siè drio fare sul me camp?" era Fulvio il viticoltore di Cabernet del paese. Se l'era presa a male perchè con l'Ape eravamo finiti in mezzo a due 'piantae' di uva e potevamo intaccare il raccolto con la nostra presenza. In men che non si dica stavamo già scappando via, come Thelma & Luise, come Lupin e Gighen, come Albano e Romina. Io non ci vedevo più, il mondo attorno a me era vago, vedevo boxer da uomo appesi ad ogni palo e sostentori che facevano da fili della luce. Ero pienamente eccitata, afferrarai il freno a mano di quel triciclo a motore e ci feci sbandare finendo nell'unica vietta oscura e nascosta della zona. Le mie unghie percorrevano il petto villoso di Arnesto, i suoi scultorei glutei erano frontati su per una cassia ed io ero ormai vestita solo di una leggera brezza estiva che mi avvolgeva in tutta la mia splendida figura. "Uomo mio, prendi ciò che ti appartiene di diritto". Il programma era già avviato e tutti gli ingranaggi in moto. Sembrava uno di quei vecchi trattori che vedevo spesso trascinarsi nei campi attorno a casa mia nei periodi di raccolta del 'suturco', ma mi stavo sbagliando. Lo sbuffo lento e barcollante, d'un tratto si trasformò in qualcosa di anormale, l'anatroccolo divenne cigno, la larva si fece scarafaggio eeeehhhh, signori e signore, soprattutto signore, le sensazioni si moltiplicarono.

Non gemetti, URLAI, sentivo le ossa spaccarsi e le giunture scricchiolare, mi passarono per la mente tutte le dicerie sentite nei giorni prima:'Attenta allo Spacca-bacino,.....non hanno inventato la frittola di ricambio'. Il segreto era svelato mi sentivo parte di una compagnia delité, e cioè di quelle poche fortunate fanciulle di campagna che potevano vantarsi di essere sopravissute ad un'esperienza del genere. L'unica differenza è che io avevo una dote e una misura in più, una marcia sopra le altre, certo mi era esploso qualche capillare negli occhi e avevo riportato qualche trauma alle gambe nonché una lieve distorsione al linguine.

Il mio bel montanaro era l'uomo dei sogni................

 

10-05-2003

....fermatemi altrimenti faccio follie

 

discese e salite e curve su due ruote, manco Miki Biasion con una Fulvia 1800 ci sarebbe stato dietro, mai vista una guida tanto energica ed un'Ape che sfiora i 200Km/h. Il mio montanaro doveva essere proprio su di giri per avere tutta quella fretta. Lì stretti in quell'abitacolo di 80 cm sentivo il mio cuore rimbombare tra le fragili paretine di latta e in certi momenti sembrava andare più veloce di quella pazza "Tre ruote dell'amore". Un dolce freno a mano sul piazzale ed eccoci arrivati da Nando Puzzon. Strano nome per un rinomato ristorante........ma era tutto un programma.

Il mio principe ercolino si precipitò a salutare i cuochi e someliér in cucina:"Ciao sfondrai.....vedé de no spuarghe dentro a minestra anca stasera ..... ehehehehh". Loro ligi e concentrati al lavoro risposero pacati:"Ma va in mona!". Era conosciutissimo, era come essere in giro con un presidente che si fermava a salutare ad ogni tavolo, ed io ero naturalmente ero la First Lady. La pancia mi emetteva già dei fastidiosi brontolii quando per fortuna arrivò un antipasto di trippe con finocchi e patate. Era tutto splendido e la cena continuò per tutta la serata. Arnesto finì con l'ordinare due buoni digestivi Fernet Branca da rutto libero; eravamo in sintonia perfetta e quando i miei occhi incrociavano i suoi, dalle caviglie partiva un fremito che mi percorreva le gambe la schiena il collo fino al 'son de a recia'. Lui si alzò e mi prese per mano. Nel salone suonavano Una rotonda sul mare, che mi diceva essere la sua canzona preferita, ed io mi lasciai trasportare da quelle note. Non sò come non sò in che momento ma io mi ritrovai distesa sul cassone dall'Ape con Arnesto che mi sfiorava il petto con i suoi ruvidi polpastrelli. "Te si bea fa un campo in fiore" mi sussurrava. Da lì capii che lui sapeva proprio farci con le donne, il suo metodo era un connubio tra parole dolci e leggiadre e forza fisica, e quello che si stava preannunciando era uno scontro fra titani......si perchè nessuna forza terrena avrebbe potuto fermare l'ardore che ci scorreva nelle vene, io poi erano mesi che non facevo prendere un po' d'aria alla scoiattola e il tempo si sà che 'Se non secca, carica di voglia'. Ma.............

 

02-05-2003

.....sarà amore?

 

ma quanto sono furbe le donne! Come ho fatto a non pensarci prima. Le mie sinuose e varicose gambe non hanno mai lasciato sfuggire neanche una preda. Una volta pelate e lubrificate con qualche unguento o grasso da scarpe tinta chiara, attireranno il mio maschione nella rete. Mi levai e scheggiai in camera a rubare il rasoio del babbo, dopodiché mi infilai in un anfratto nascosto dietro la catasta di legne del garage dell'albergo a radere approfonditamente e distante da occhi indiscreti, anche perchè se mi avesse visto la mamma si sarebbe imbufalita, stimante com'è della donna rozza e alla vecchia maniera:"Se non porti 2 cm di peli sulle gambe e 10cm in mezzo, no te si neanca femena" diceva lei orgogliosa dei suoi praticelli intimi.

Trovai il mio groviglio di muscoli e mascolinità alle prese con il musso della stalla, con cui stava intrattenendo un simpatico soliloquio sulle quote latte:"Atu capio? I me fa pagar e tasse e dopo i vol anca cavarme el latte. Praticamente i me frega el taccuin e i me ciava a femena!" diceva all'asino stralunato. Lo interruppi bruscamente:"Ciao bello che ne dici se per oggi finisci di perder tempo qui dentro e mi porti a fare un bel giro con la tua Ape 250?". Di rimpetto lui:' Ehhh si e poi la baracca chi è che la manda avanti.....' rimase quasi bloccato con la bocca aperta, come un lama pronto a sputare, quando mi vide in tutta la mia persona sull'uscio sporco e male-odorante della stalla. "Porco di un sorcio, ma mi lavo le ascelle e arrivo subito. Ti porto dal Nando a cena, che stasera c'è poenta e baccaeà alla sant'inculo. No sta dirme de no' parchè me inrabio!" lui tutto esaltato.

"Vuoi scherzare con te verrei in capo al mondo" mi sentivo una primadonna e il pelo della schiena mi si era già tutto arruffato. La serata prometteva bene........

 
 
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