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| Quando
nella notte oscura della sua camera la dolce Michel da Visnadel
ripensa alla sua giornata, tanti pensieri la assillano e per
non dimenticarseli (visto la sua limitata memoria dovuta ai
pochi Mb inseriti nel cervello) se li scrive in un piccolo
diario che ora è finalmente alla portata di tutti e
GiveUp ne ha l'esclusiva. |  | | | | 15-06-2003 | ....sogni
d'estate | ...avremmo
magari potuto conoscerci un po' meglio. ehhh lo sai
caro diario che sono nel pieno della mia maturità
ormonale e non puoi certo pretendere che una rosa primula
come me se ne stesse lì indifferente con un bel
calabrone nelle vicinanze....alzai il petto e cominciai
a girare attorno alla torretta di salvataggio. Ero quasi riuscita a
consumarmi i 'calcagni' a forza di camminare sulla sabbia
rovente che finalmente il bel fusto si accorse di me,
forse anche grazie al costume color verdino chiaro tipo
'scarpanza' che indossavo. Un balzo e mi era di fronte:
"Mo guarda te che bel tortelin che abbiamo quà,
moh". L'accento bolognese era ciò che mancava
per un piattino succulento come quello. "Ciao son
Denis, e tu?". "Io son Michel da
Visnadel........" era nata l'amicizia, e per la
sera stessa avevo già un appuntamento. Alle otto
da drio ai moscon, e lì mi feci trovare, tutta
in ghingheri e profumata come 'na lola. Mi giravo e
rigiravo e ancora non vedevo il Denis, finché
quel figon arrivò, d'un bianco vestito, con la
sua abbronzatura in risalto. Lo presi sotto braccio
e mi feci accompagnare in giro per le stradine del campeggio.
Mi divertii un sacco ad ascoltare quel romagnolo che
mi raccontava di sè, l'unica cosa brutta furono
le zanzare che mi morsegarono le culatte tutta la sera.
Prima di salutarci mi sfiorò le labbra con le
sue, e con fare maschio strinse il suo corpo al mio.
Ero in fibrillazione, salivazione azzerata, sudorazione
tipo cavallo da corsa, sangue alla testa e palpitazioni
alle ovaie. Mai sentita così. |
28-05-2003 | ....nonna
Geffa | ....tiene
ancora botta. D'altronde lei è ancora viva nel
ricordo dei suoi fans come "L'incredibile Donna
Caverna". Tutto frutto di uno spettacolo che faceva
ogni sera quando da giovane durante la seconda guerra
mondiale girava per i campi degli alpini a intrattenere
e rallegrare le ciurme, un po' la Marilyn Monroe della
destra Piave. Il suo numero consisteva in un eco-genitale,
ossia un ragazzetto si avvicinava e urlando il proprio
nome tra le sue gambe ricavava uno splendido ritorno
di eco. Il trucco non fu mai svelato. Ci scucimmo i cosiddetti,
ma finalmente riuscimmo verso mezzogiorno a completare
l'opera. Io per rilassarmi e per 'broarmi' i calcagni
pieni di duroni, decidetti di andare in riva al mare
ed infilare i piedi in acqua. Le onde mi accarezzavano
quando sentii in lontananza delle urla disperate di
aiuto:"Iuteme, iuteme, son drio negare.......no
sò noare, iuto" un mestrino stava annegando
al largo dopo un tuffo dal moscone. Fù un lampo,
un'ombra, quella che mi passò accanto e si gettò
in acqua per salvare il malcapitato. Denis, che figon! Così
si chiamava quella freccia umana. Il più bel
bagnino in carne ed ossa mai visto in spiaggia a Duna
Verde. Due spalle enormi, capello sciolto, occhi grandi
e scuri, come la sua abbronzatura. Mitch Buchannon di
Baywatch gli faceva una pippa in confronto. Ero già
impepata come nà cappasanta. L'estate era lunga
e io e lui............... |
25-05-2003 | ....resettare
la memoria. | ....ci
lasciammo così, tristemente perchè lui
non ebbe il coraggio di fermarmi. Piansi tutta la notte
ascoltando nel walkman la mia canzone preferita 'Brutta'
di Alessandro Canino. Ma chi se ne frega l'estate avanza
e fra pochi giorni mi trasferirò in spiaja. Si
al mare, perchè sono riuscita a convincere il
mio papà a lasciarmi fare una stagione da cameriera
a Duna Verde. Il papà non era molto felice visto
che doveva ancora mandar giù la storia col bagnino
dell'estate prima. A proposito caro diario l'avevo lasciata
in sospeso quella storiella. Beh mi sà che te
la racconto. Era luglio
del 2002 e come ogni anno con la famiglia ci rechiamo
a trascorrere un mese di tranquillità al camping
San Francesco di Duna Verde, dove il mio babbo tiene
una piazzola ferma tutto l'anno per metterci il nostro
Ducato 15PL trasformato in comodissimo caravan Granduca-67E,
munito di carrello tenda con posti complessivi 8. Ci
stiamo tutti, io, papà, mamma, Luca il fratellino,
zio Toni, cugina Laria, nonna Geffa e zio Pinuccio da
bari che non capisco che cazzo viene a rompere le balle
a noi visto che continua a ripetere ogni anno:"A
casa mmmia, ce sta' ummare chiù beggio del munno".
Insomma eravamo al gran completo e si preannunciava
la solita bella scampagnata. Arrivammo
in una uggiosa mattina di luglio, erano circa le 5.30
del mattino. Eravamo partiti la sera prima dal casello
autostradale di Cessalto dove attendavamo da due giorni
che arrivasse lo sfascia-palle del Pinuccio, che si
era attardato nell'emigrare dalla sua puglia. Con una
manovra furtiva e da vero bastardo il paparino superò
la lunga fila di crucchi (tedeschi) che affollavano
l'ingresso del camping e ci ritrovammo al cospetto di
Igor, un ex-scafista ucraino, il temibile capo controllo
ingresso che riconosciutici ci fece passare e condurre
da un aiutante fino alla piazzola immersa nel verde
della pineta. Cominciammo finalmente la costruzione
della piccola oasi che doveva ospitarci. Neanche fossimo
la compagnia del circo Orfei, lavorammo per circa 6
ore incessantemente per erigere quel palinsesto. "Mancano
solo e simmie e i leon, e dopo podemo far pagar el biglietto"
esclamò nonna Geffa che oramai era sfinita. Io
la ammiro moltissimo, è una donna vissuta e che
nonostante l'età e le mille avventure passate........ |
21-05-2003 | ....tutti
uguali...forse no !?! | ....o
forse no!?! Io non mi aspettavo nulla e neppure mi ero
sognata di chiedere ad Arnesto una promessa o almeno
cosa pensava di un prossimo futuro. Dal canto mio sapevo
bene cosa mi aspettava da grande. Le piantagioni di
famiglia e una splendida vita da 'mondina' a cogliere
riso e patate americane sui campi. Ma nella mia fervida
immaginazione già vedevo il bel montanaro che
trainava i buoi e l'aratro nei latifondi e poi la sera
a far l'amore nei prati e di corsa a dormire nella nostra
casa da mezzadri. Sentii in quel momento scuotermi da
dietro e nel girarmi mi trovai di fronte una dozzina
di rose rosse: " Queste e jé tute par ti........fior
del me camp !". Con quel gesto il mio spasimante
guadagnò 1000 punti nella classifica degli uomini
ideali, in cui comunque spiccava inesorabile l'idolo
di ogni adolescente, Little Tony. "Te
si un sfondrà" arrivarono come un fulmine
queste parole. Era una ragazza che con le lacrime agli
occhi indicava con rabbia i fiori che portavo in mano
e poi l'Arnesto. "Le i stessi fiori che te me ghà
donà a mi l'altra matina" fu allora che
le lacrime gorgogliarono come fiumi in piena dai suoi
occhi. La riconoscetti era Isetta e faceva la mungitrice
nelle stalle dell'albergo dove alloggiavo. "Ma
allora è così che ripaghi tutte le tue
spasimanti, mascalson pervertito" e gli ributtai
il mazzo in faccia, sdegnata e offesa. Mi voltai e prendendo
sotto braccio l'altra malcapitata lasciai l'uomo, che
fino a cinque minuti prima consideravo importante, solo
mentre sbraitando cercava una spiegazione plausibile
da darci. Pensare
che mi ero donata interamente, e quando dico intera
intendo proprio tutto, a quello che sapevo essere un
Latin Lover, anzi Mountain Lover. Dovevo saperlo che
finiva così e forse avevo ben poco da lamentarmi.
Dovevo essere felice di quei pochi momenti di intimità
e gaudio trovati con lui. Forse stavo sbagliando a girargli
le spalle in quel modo, ad allontanarmi da lui, ma........... |
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